Un’ Interview con Regista Jason Baffa (Italian)

 Speciale Intervista: Jason Baffa
BELLA VITA

Sono molto contenta di presentare ai lettori una intervista con
Jason Baffa, regista di Bella Vita.  
Un corto importante e bello da non perdere… un corto che insegna ad essere umani…un film dedicato a tutte le persone che pensano in maniera un po’ diversa,  che vedono il mondo sotto diverse perspettive e guardano alle cose uniche con gli occhi ben aperti, pronti a nuove esperienze, con tanta voglia di vivere la vita al massimo…

Gaya Lynn:
Ciao Jason! Grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Perché hai deciso di fare il film “Bella Vita?” Che cosa vorresti che il pubblico percepisse del film? Forse qualche lezione o messaggio?
 
Jason Baffa: Ho fatto due film indipendenti sul surf: One California Day (2007) e un film giallo, Singlefin (2004). Volevo fare un altro film ma volevo anche crescere come artista e regista. Stavo cercando qualcosa…una vera esperienza cinematografica. 
Quando Chris e io abbiamo parlato per la prima volta di collaborare e lavorare in Italia, ho capito che sarebbe potuta essere una grande opportunità per fare qualcosa di speciale.   
 
Immagino di provare ad essere sempre un po’ diverso. Così ho capito che questo non sarebbe stato un tipico film sul surf… Amavo i dettagli della storia di Chris, le sue radici familiari, la sua voglia di tornare indietro e di sperimentare cose che ricordava gioiosamente dalla sua infanzia. Penso, in parte, che avrei voluto  viverle anche io quelle esperienze. 
 

Certo, Chris è di fronte alla telecamera ma sono proprio lì con lui per ogni parte di quel viaggio, ho sentito le stesse emozioni. Così è stata veramente una possibilità, per me, di connettermi anche con le mie radici italiane. Tutti i miei cari: i miei genitori, mia sorella, mia moglie e mio figlio mi hanno visitato durante le riprese, è stata veramente una esperienza incredibile. 

Penso che tutto sia stato importante: sia l’esperienza che il messaggio, anche il titolo del film, BELLA VITA, in English Beautiful Life sia importante… Tutte queste cose  unite all’esperienza straordinaria del creare il film.

Quando Chris e io siamo partiti per l’Italia, la nostra produzione non aveva fondi.  Non avevamo nemmeno un piano d’azione ma avevamo solo la voglia di creare qualcosa di spiazzante, emotivamente intima, unica, affascinante … e siamo partiti con questo obbiettivo. 
Penso che il nostro messaggio sia questo:  segui i tuoi sogni, mantieni ciò che è importante vicino a te e al tuo cuore … Se riesci a seguire questi obbiettivi, stai sviluppando una grande base per una bella vita.
 
 GL: Come vi siete conosciuti tu e Chris Del moro e Perché hai scelto questo argomento?
 
JB: Chris e io ci siamo conosciuti per la prima volta al Festival Internazionale del Cinema a Santa Barbara. Qualche anno dopo ci siamo incontrati di nuovo a Bali, e lì siamo stati insieme per il surf con le nostre mogli. Bali ha un ritmo incredibilmente rilassato e abbiamo trascorso il tempo a parlare di film e di nuove idee. 
 
E’ stato Chris che ha avuto l’idea di fare un film sul surf in Italia. All’inizio ero scettico, ma poi mi ha raccontato delle storie e mi ha mostrato le foto delle belle onde che si poteva trovare in Italia. Queste storie mi hanno interessato molto, ma quando Chris ha raccontato la sua storia di vita, ho pensato davvero che poteva essere un bel film. 
 
Ci è voluto un po’ per convincere Chris che il film avrebbe dovuto essere su di lui. Lui invece voleva fare un piccolo documentario sul surf in Italia e su i suoi amici che amano il surf. Ma l’ho convinto a fare un film sulla sua avventura personale. Lui doveva essere il personaggio centrale….  Così il film era più vicino a quello che stavo cercando di fare. Sono molto contento che lui abbia avuto questa idea e mi abbia convinto! 
 
GL: Parlami delle sfide che hai affrontato come film maker e tutte le sfide che hai avuto durante la ripresa in un paese straniero … Inoltre, cosa ti ha aiutato ad andare avanti e a non rinunciare?
 
Masochismo! Hahaha … guarda, se vuoi essere un regista di Indy, devi essere uno che vuole andare sempre avanti…. Qualunque cosa sia, è meglio essere disposto a perseverare perché non è una strada facile. Per me, voglio che tutto quello che faccio sia meglio di quello che ho fatto prima. Voglio che i miei film si evolvano, e diventino sempre meglio.
Se non fosse stato per il sostegno di una piccola squadra di Produttori in California che è servito a raccogliere fondi e trovare prestiti, o offerte gratuite su questo o quello, non avremmo mai potuto fare il film. Questi sono stati i motivi: il sostegno economico e il fatto che mia moglie diceva, vai!  Così mia moglie era la prima e i produttori erano il numero due e ovviamente il sostegno di Chris e degli italiani. In particolare Piergiorgio Castellani. 
 
Queste brave persone hanno aperto non solo il loro paese, le spiagge e le attrezzature per il surf… ma hanno aperto le loro case e i loro cuori alla nostra squadra. E’ stata una sensazione incredibile avere circa 20-30 persone che hai appena incontrato, disposte a darci il 100% del loro amore e appoggio. 
Wow. Questo è stato per me talmente importante che non volevo deludere gli italiani…. Ho dovuto fare qualcosa di speciale per loro.
 
C’erano tante sfide dall’inizio. Trovare il denaro… Nel 2011 è stato quasi impossibile per via del crollo dell’economia Usa. Trovare sponsor, altrettanto impossibile. Quindi, dal primo giorno, è stata una battaglia constante. Chris e io siamo partiti per l’Italia senza alcun budget, nessun finanziamento, nessuna macchina fotografica. Quando siamo arrivati, la squadra ha detto  “Ragazzi andate ad incontrare la gente!” 
 
Così abbiamo fatto.  Abbiamo fatto surf,  abbiamo incontrato persone. Abbiamo usato qualche attrezzo che possiedo ma sempre al livello semplice.  Lentamente le cose sono andate avanti, e poi abbiamo trovato dei soldi (soprattutto grazie alla famiglia e gli amici) cosi abbiamo potuto avere il direttore della fotografia Scott Kassenoff con un assistente, JT. 
 
Abbiamo acquistato una Water camera da 35 mm e abbiamo fatto un accordo con Panavision Italia per ottenere una macchina cinepresa. Abbiamo acquistato la pellicola (non sapevamo come lo avremmo sviluppato) e Piergiorgio ci ha aiutato a contattare la JEEP Italia, che gentilmente ci ha dato tre camion, così avevamo le macchine per andare in giro. 
 
Gli italiani hanno aiutato tutti noi. I film-maker, i fotografi, gli artisti e i surfisti erano sempre disposti a portare in giro una custodia di tre-pod o la fotocamera. Però ho anche imparato rapidamente che se viene l’onda, tutti corrono verso il mare.  Così mi sono ritrovato vicino al veicolo della JEEP con Scott, JT e 10 borse di attrezzi senza aiuto. Tutti stavano facendo il surf. 
 
Abbiamo anche avuto problemi con il tempo, che fa parte del seguire le onde in Italia. Oh, e uno dei nostri personaggi principali è stato molto malato e ha dovuto tornare a casa. Poi le fotocamere si sono rotte. E’ stato un momento un po’ terribile. Ricordo che stavo male e ho pianto sulla spiaggia un giorno. Stavo pensando, wow, ho investito tutti i miei risparmi per essere qui, e non possiamo trovare le onde, le persone sono malate, le macchine fotografiche non funzionavano. Questo film è condannato e sto perdendo tempo…  però alla fine siamo andati avanti. Eh si,  il masochismo potrebbe essere la parola giusta. Ah ah ah.
 
GL: Sembra che il tema “tornare a casa” e la famiglia sia importante nel tuo film…parlami un po’ delle tue 
radici italiane e del tuo passato come regista.
 
JB: Beh, La famiglia di mio padre è italiana, proviene da una piccola città in Calabria. Sono emigrati qui agli inizi degli anni ’30, trasferendosi a Los Angeles dove mio padre ha incontrato mia madre, che è al 100% svedese. Quindi, sono 50/50 italiano-svedese. Occhi azzurri con un grande appetito.
 
Le mie radici cinematografiche fanno parte della mia famiglia. Mio cugino, Christopher Baffa, ASC ha molto successo a Hollywood. Quando avevo 7 anni, lui aveva circa quindici anni. Le nostre famiglie si riunirono per le grandi cene italiane, di domenica sera, e ricordo che lui mi mostrò un piccolo film da 8 mm che stava lavorando per la scuola. Ero cosi affascinato. 
Mentre tornavo a casa, pensavo: voglio fare anch’io il regista!  Così ho detto ai miei genitori che volevo essere un creatore di film e non mi sono mai guardato indietro.
 
Ho studiato film per tanti anni, ma allo stesso tempo adoro il mare, e il surf. Ci sono voluti circa 10 anni prima di capire che potevo combinare questi due amori. E’ stato quello l’anno che ho lasciato il mio lavoro come produttore di TV di Action Sports e ho fatto il mio primo film indipendente, Singlefin (2004), un film giallo. Avevo circa $ 25K e una carta di credito. Ho comprato un bolex, un mucchio di film e ho cominciato a girare film. 
Quasi un anno dopo,  ho capito che avevo bisogno degli investitori per i miei film. Così mia sorella (Università della California Los Angeles, MBA) mi ha aiutato a creare un business plan. Ho raccolto $ 70K e ho finito il film. Sono lieto di dire che tutti quegli investitori hanno dato dei soldi per quel film. Non avrei potuto farlo senza
Il loro sostegno mi ha insegnato molte cose: creare il film, raccogliere del denaro, essere indipendente…sono stato fortunato che il mio primo film sia stato un successo.
 
 GL: Che cosa hai imparato non solo su di te come film-maker ma anche come persona attraverso questa esperienza?
 
JB: Questa è una domanda così difficile. Per fare questi film, ci sono voluti anni. Fare BELLA VITA è durato più di due anni, due anni della mia vita e ora dopo tre anni, faccio ancora interviste. In questi cinque anni sono maturato, e ho provato diverse cose. Quindi è difficile definire quale lezioni io abbia imparato. Penso che la lezione più dura sia stata questa nuova età della distribuzione e dei media, guadagnare dei soldi…. è estremamente difficile se non hai un grande budget di marketing. Il nostro unico marketing è stato un social media come Facebook.
 
Ho fatto l’ipotesi che le vendite sarebbero state simili ai miei film precedenti, ma a quel tempo, la gente andava a compare questi DVD in persona. Ora, possiamo solo sperare che la gente vada su  iTunes o al nostro sito web. È difficile ottenere un mercato dalle vendite on line. 
 
Per esempio, ho appena visto che il nostro sito ha ricevuto 100.000 visite. È fantastico, ma le vendite del film attraverso quel sito web sono basse. Quindi è stata una lezione dura, e come dicevo fin dall’inizio…è stata una sfida. 
 
Al contrario abbiamo vinto più premi, abbiamo ricevuto più email e commenti rispetto a qualsiasi progetto in cui abbia mai partecipato. Questo film commuove davvero le persone a un livello emotivo profondo. È qualcosa che mi riempie di grande orgoglio.
 
Io dico alla gente, se amate questo film, vi prego di dire ai vostri amici di acquistarlo – Perché tu sei il nostro team di marketing! Quindi suppongo che ci siano emozioni diverse. Forse ho imparato che la vita, un po’come il surf, ha molte onde…
Su e giù… se si può evitare di avere troppi alti o bassi, è possibile riuscire a prendere l’onda, e a cavalcarla e divertirsi…
 
 
GL: Progetti futuri: 
 
JB: La maggior parte del mio tempo, lavoro come direttore commerciale. Poi sono un padre dei due bambini di 5 e 2 anni. Sto finendo un documentario che si parla dei caddie del golf; il documentario si chiama ”LOOPERS, la vita di un caddie.  Questo è stato un progetto molto interessante per via del rapporto tra golfista e caddie (il ragazzo che porta la borsa). anche perché loro possano guadagnare tanti soldi se il loro giocatore ha successo. Speriamo che LOOOPERS possa uscire non più tardi di quest’anno.
 
Ho anche scritto e sono ansioso di perseguire altri progetti.  Penso che sia un desiderio mio di avere più controllo per quanto riguarda il mio lavoro. 
I documentari sono fantastici ma anche frustranti, c’è molto che non si può controllare. Amo la magia che accade nella vita, ma mi manca anche il processo del sognare, scrivere e produrre qualcosa fino la fine. 
 
Le mie esperienze con Piergiorgio Castellani e con gli amici in Italia hanno ispirato un nuovo viaggio. Ho un progetto che si chiama ZIOBAFFA Organic Wines. Piergiorgio produce vini che sono 100% biologici…Per la confezione, usano materiali riciclati e bio-compatibili. 
Tra cui un nuovo eco-sughero riutilizzabile. Quindi questo è stato divertente, il vino è un po ‘ come la produzione cinematografica, un po’ di scienza, un po’ di natura, una parte artigianale. Si può comprare dei vini in certe regione nel mondo.
Per ulteriori informazioni: ziobaffa.com o jasonbaffafilms.com @ jasonbaffafilms
 

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